Alla fine la squadra più forte ha vinto la Davis: la Svizzera s’è imposta per 3-1 sulla Francia a Lille, conquistando la prima Insalatiera d’argento della sua storia, trascinata da Roger Federer e Stanislas Wawrinka, rispettivamente numero due e quattro al mondo. Tutto semplice e scontato? Quasi. Vediamolo nel Pagellone.

Stanislas Wawrinka 10 – Il miglior giocatore della finale. Vittima di un solo breve passaggio a vuoto in singolare contro Jo-Wilfried Tsonga e poi perfino trascinatore di Federer per lunghi tratti del doppio di sabato. Quest’anno ha vinto il primo Slam (Australian Open) il primo Masters 1000 (Montecarlo) e la prima Coppa Davis. Ora non è solo il rovescio a una mano più bello del circuito, è anche uno dei giocatori più forti.

Roger Federer 8.5 – Reduce dall’infortunio alla schiena e relativo forfait nella finale del Masters, Roger s’è dovuto probabilmente sottoporre a qualche iniezione di cortisone (lui non lo confesserà mai neanche sotto tortura) per recuperare in vista della Finale di Davis, uno dei pochissimi traguardi che gli mancavano in una carriera fantastica. Il venerdì contro Monfils sembrava un ippopotamo con la racchetta, sabato ha giocato al 50% appoggiandosi a Wawrinka – alla faccia della presunta ‘querelle’ di sua moglie Mirka con Stan – e domenica gli è bastato arrivare al 70% per spazzare via Richard Gasquet e festeggiare al meglio quella che a 33 anni dovrebbe essere la sua ultima partecipazione alla Davis.

Severin Luthi senza voto – Con tutto il rispetto e simpatia per Severino, non c’è nessuno che pensa che la formazione svizzera la faccia lui. Addirittura è stata probabilmente più utile in casa elvetica la presenza del coach dei gemelli Bryan, David MacPherson, per le scelte tattiche del doppio di sabato, il punto fondamentale. Del resto, non è colpa tua se hai in squadra il numero due e quattro al mondo e non devi fare altro che schierarli.

Michael Lammer e Marco Chiudinelli 6 – Amici d’infanzia di Federer, sono una versione tennistica del Ringo Starr chiamato a fare il batterista dei Beatles. Ovvero i personaggi di secondo piano più fortunati della storia (del tennis). Però, almeno, potranno dire di aver vinto un doppio (contro la Serbia priva di Novak Djokovic) nella cavalcata verso la finale.

Arnaud Clement 3 – Il capitano dei francesi è stato un disastro. Si sapeva che il doppio sarebbe potuto essere un punto fondamentale, e lui ha ‘rotto’ la coppia migliore formata da Julien Benneteau e Edouard Roger-Vasselin per inserire un elemento come Gasquet, che non è un doppista naturale ed è tutt’altro che un cuore di leone. Nessuno sa con certezza se nell’averlo preferito anche a Tsonga nel doppio o nel terzo singolare abbia influito un presunto infortunio dello stesso Tsonga. Il danno, di sicuro, era già stato fatto nel doppio. Per non parlare dell’assenza di Gilles Simon, uno dei francesi che aveva fatto meglio in questo finale di stagione. Insomma, un analfabeta avrebbe ‘letto’ meglio la finale…

Richard Gasquet 4 – L’anello debole della squadra francese: disastroso in doppio e mediocre in singolare. Non è mai stato né un cuor di leone, né un atleta (basti vedere le tante sconfitte patite dopo essere stato avanti di due set), né tatticamente un genio (se ti piazzi tre metri dietro la riga di campo è dura tirare vincenti e corri pure il doppio). Un punto in più rispetto a Clement perché almeno la decisione di scendere in campo non è stata sua.

Jo-Wilfried Tsonga 5.5 – Battuto da un eccellente Wawrinka, non s’è più visto né in doppio né nel terzo singolare, pare a causa di un infortunio al gomito, non si sa quanto diplomatico. Di sicuro è dalla vittoria al Masters 1000 del Canada in estate che non ne ha azzeccata più una. Peccato perché almeno per il coraggio era uno che meritava la vittoria in Davis.

Gael Monfils 7 – Certamente il Federer visto venerdì era un giocatore ancora impacciato e a corto di preparazione, ma lui non ha fatto nulla per aiutarlo, giocando un match perfetto. Se la salute tiene, una delle fondamenta della squadra francese anche per il futuro. Se fa un paio di passi in più verso il campo, un sicuro top ten.

Julien Benneteau 6.5 – In doppio ha fatto, più o meno, la sua parte, forse qualcosa in più considerando anche che al fianco non aveva il suo solito compare Roger-Vasselin ma il molle Gasquet. Ha provato perfino a fagli da trascinatore, senza riuscirci, tanto che a fine partita probabilmente l’ha ‘cazziato’ non poco. Anche perché Julien è a quota zero in titoli Atp e una bella Coppa Davis gli avrebbe decisamente riempito il palmares…

Pubblico 10 – Tra i grandi protagonisti della finale: oltre 27mila persone (compresi parecchi svizzeri) a riempire lo stadio di Lille con un tifo caldo, ma sempre sostanzialmente corretto. Peccato per i tifosi transalpini aver assistito all’ennesima finale persa in casa. Possibilità di rifarsi? Federer e Wawrinka potrebbero non esserci l’anno prossimo, specie Roger, ma potrebbero rientrare i vari Djokovic e Del Potro. Insomma, l’impressione è che debbano dire “au revoir Davis Cup”. Almeno per un bel po’.