Tris, doppi, infortuni e incidenti diplomatici sfiorati: il Masters, o ad esser pignoli, le Finals Atp disputatesi a Londra sono state all’insegna dell’imprevedibilità. Non sul nome dei finalisti, né del vincitore (a proposito, attendo le percentuali delle vincite per chi ha scommesso su mia indicazione) ma, praticamente, su quasi su tutto il resto. Ecco allora cinque cose da ricordare dal Masters 2014.

IL TRIS DI DJOKOVIC – Complice l’infortunio che ha costretto Roger Federer al forfait in finale, Novak Djokovic ha potuto festeggiare senza sudare il quarto titolo al Masters, il terzo di fila come solo Ivan Lendl (1985-1978) e Ilie Nastase (1971-1973) erano riusciti a fare. Oddio, anche prima non è che il serbo avesse faticato troppo, con un solo set perso in semifinale contro Kei Nishikori, più per irritazione per essersi visto applaudire un doppio fallo, che non per altro. Ovviamente – e meritatamente – numero uno del 2014: RoboNole è tornato.

L’INFORTUNIO DI FEDERER – Avete presente i passaggi della cometa di Halley? Ecco, i forfait di Roger Federer hanno più o meno la stessa frequenza: lo svizzero s’è ritirato infatti solo tre volte (sì, avete letto bene TRE) in 1221 partite in carriera. In pratica, una volta ogni 407 match. La rarità dell’evento fa pensare che davvero Roger non fosse in condizione di giocare la finale per l’infortunio patito alla schiena, ‘ufficialmente’ nel tie-break della semifinale contro Stan Wawrinka (in realtà sembrava avesse già qualche fastidio prima di affrontare il connazionale). E scendere in campo sapendo di non poter difendere le proprie chance di successo, prendersi una batosta e magari aggravare l’infortunio – a pochi giorni da una storica finale di Coppa Davis – non era proprio la cosa più razionale della storia. E, si sa, gli svizzeri sono piuttosto ‘precisini’.

MATCH FLOP – Diciamo la verità: al Masters, con i migliori giocatori al mondo, uno s’aspetta partite combattute fino all’ultimo, con scambi e soluzioni d’alto livello tecnico e agonistico. Ecco, non proprio. Tra la superiorità conclamata di Djokovic e Federer (sano) e i rivali arrivati con le pile scariche, molte partite sono state davvero a senso unico e pure noiosette. La soluzione – anche per evitare infortuni probabili dopo tante partite giocate sulle superfici dure della stagione indoor – sarebbe quella di alleggerire il calendario, lasciando un’altra settimana di pausa dopo Parigi-Bercy. Così come bisognerebbe lasciarne un’altra tra il Masters e la finale di Coppa Davis. Insomma, la parola d’ordine sarebbe ‘decongestionare’. Purtroppo ragioni prevalentemente economiche lo impediscono e, si sa, i soldi sono sempre un argomento convincente.

BRYAN DIECI E LODE – Certo, il doppio non è più un specialità frequentata dai migliori, ma dieci titoli in una stagione e quattro Masters di fila non si vincono se non si è un doppio almeno ‘buono’. Ecco, Bob e Mike Bryan sono molto più che ‘buoni’. E poi, se la domenica si vuole fare bella figura con gli amici sul campo del circolo vicino a casa, guardarsi un paio di partite dei gemelloni americani aiuta non poco per capire cosa fare tatticamente. Anche perché, diciamocelo, è quasi confortante: uno li vede e si accorge che non sono giovani e nemmeno iper-atletici. Insomma, sembrano quasi gente da scrivania come noi. Ah, giusto, poi con la racchetta se la cavano un po’ meglio…

L’INCIDENTE DIPLOMATICO – La vera chicca del Masters, però, ve l’abbiamo tenuta per ultimo. Avete presente John Lennon, Paul McCartney e l’effetto Yoko Ono sullo scioglimento dei Beatles? Ecco, ci siamo andati vicini con la (presunta) querelle in salsa svizzera tra Roger Federer, Stan Wawrinka e Mirka Vavrinec, aka Signora Federer. La fredda cronaca. Durante il derby di semifinale pare che Wawrinka si sia arrabbiato non poco per qualche grido di troppo pro-Roger durante il gioco e pare che la sua arrabbiatura fosse indirizzata dalle parti del palco dove sedeva l’entourage di Federer. Pronti, via ecco le ipotesi ‘yoko-onesche’: è stata Mirka a gridare e Stan se l’è presa con lei con tanto di ‘scazzo’ negli spogliatoi con Federer, proprio alla vigilia della finale di Davis tra Svizzera e Francia e possibile incrinatura nella squadra rossocrociata. In realtà, l’incidente diplomatico è stato ridimensionato (oppure l’incidente è stato diplomaticamente ridimensionato, fate voi…): a rumoreggiare era stata una fan di Federer seduta vicino a Mirka, Stan l’aveva ripresa in malo modo e Mirka l’aveva invece difesa. Negli spogliatoi, poi, Federer e Wawrinka si sarebbero chiariti senza troppi problemi, essendo anche amici di lunga data, come del resto lo è Stan con Mirka. Insomma, sembravano i Beatles e Yoko Ono e invece erano i Rolling Stones e Marianne Faithfull. Tradotto, tante voci di scioglimento e poi son sempre lì, ancora insieme a divertirsi…