Con Fabio Fognini non ci sono alternative: se lo si vuole, bisogna prenderlo così com’è, con le sue bizze ma pure con il suo indiscutibile talento. Lo stesso talento che gli ha permesso di compiere un’impresa nelle semifinale del torneo di Rio de Janeiro: sconfiggere Rafael Nadal sulla terra battuta, superficie sulla quale il maiorchino è probabilmente il giocatore più forte di tutti i tempi.

Per capire il valore del risultato, basti pensare che quella brasiliana è appena la 25^ sconfitta in tutta la carriera di Nadal sulla terra battuta e che prima di sabato scorso lo spagnolo aveva una striscia aperta di 52 semifinali vinte di fila sulla stessa superficie.

Oltre al tennis mostrato dall’Azzurro, c’è anche da sottolineare come, pur con qualche sporadico lancio di racchetta, Fabio sia sempre rimasto mentalmente nel match, anche quando s’è trovato sotto per 6-1, 2-1 con un break di svantaggio. E se la testa ‘tiene’, per tecnica e fisico (vedere il video del fantastico matchpoint qui sotto, please), Fabio se la può giocare con tutti sul ‘rosso’. E Nadal? Probabilmente non era al meglio, come s’è capito da qualche crampo a fine partita, ‘figlio’ dei quarti di finale conclusi alle tre di notte del giorno prima, ma c’è da considerare che pure Fognini era reduce da tre duri set con Federico Delbonis.

E infatti in finale Fabio ha poi ceduto piuttosto nettamente a quella specie di mastino che risponde al nome di David Ferrer. Difficile però chiedergli di più, sia a livello fisico sia mentale.

Peraltro la finale di Fabio a Rio è la terza in altrettante settimane raggiunta e persa da un giocatore italiano dopo quelle di Andreas Seppi a Zagabria e da Luca Vanni a San Paolo. Se a questi risultati aggiungiamo anche la prima vittoria di Simone Bolelli su un top-ten dopo 35 partite e altrettante sconfitte (ottenuta contro il ‘bombardiere’ Milos Raonic sempre questa settimana a Marsiglia), allora l’Italtennis ha di che sorridere in vista della sfida di Coppa Davis che ci vedrà in azione nella non facilissima trasferta contro il Kazakistan sui campi veloci indoor di Astana.

Se Rio ha portato bene a Fognini, ha portato pure meglio a Sara Errani, che ha vinto il torneo femminile sconfiggendo in finale l’interessante 21enne slovacca Anna Schmiedlova. Per Sara, all’ottavo titolo in carriera dove però era secco da due anni, si tratta di una bella iniezione di fiducia per fare bene nella stagione primaverile europea sul rosso e, da attuale numero 12, provare a tornare nelle top ten.

A proposito di top ten: dopo Rafael Nadal in quella passata, questa settimana un altro paio di ‘discreti’ giocatori tornano in azione dopo essersi presi un po’ di riposo dopo gli Australian Open. Novak Djokovic e Roger Federer scendono infatti in campo nel torneo Atp 500 di Dubai con l’obiettivo di vincere rispettivamente per la quinta e per la settimana volta l’appuntamento nel deserto. Sempre che i vari Andy Murray e Tomas Berdych, tanto per restare nei primi dieci al mondo, non abbiano programmi diversi. Vi faremo sapere e, nel frattempo, godetevi quel capolavoro compiuto da Fognini sul match-point contro Nadal.