Chi è quella persona che in un freddo sabato mattina di gennaio si sveglia alle 6 senza dover andare a lavorare? Semplice: l’appassionato di tennis. Eggià, perché come sempre la stagione riparte dall’Australia e gli aficionados come noi, che vivono nell’emisfero opposto, iniziano ogni anno con una serie di alzatacce pur di seguire i loro tornei preferiti che si svolgono spesso in orari più da gufo che da essere umano.

Peraltro questi primi giorni del 2016 non ci hanno riservato troppe sorprese. In campo maschile, ad esempio, Novak Djokovic è ripartito esattamente da dove aveva concluso la passata stagione, travolgendo tutto e tutti e vincendo a Doha, dove ha dominato in finale Rafael Nadal. Pure Stanislas Wawrinka, tanto per restare alla voce conferme, ha alzato per la terza volta di fila il trofeo a Chennai. L’unica mezza sorpresa è arrivata così da Brisbane, dove un febbricitante Roger Federer, campione in carica, è stato superato in finale da Milos Raonic, che s’è preso così una bella rivincita sullo svizzero dopo il ko dell’anno passato e su Ivan Ljubicic, ex-tecnico del canadese e ora coach di Roger. Del resto, povero Federer, stare d’inverno in una casa con quattro marmocchi deve essere una sfida continua a bacilli d’ogni genere.

tennis pallina

Poche sorprese pure in campo femminile. Se la ‘regina’ Serena Williams s’è fermata precauzionalmente durante la Hopman Cup, storica esibizione tra nazioni, Agnieszka Radwanska, che aveva chiuso il 2015 trionfando nel Masters femminile, ha vinto a Shenzen, mentre Vika Azarenka s’è aggiudicata il trofeo di Brisbane e la ‘presunta’ erede delle Williams, Sloane Stephens, ha festeggiato a Auckland. Alla fine, i pronostici per gli Australian Open sono i soliti: Novak Djokovic e Serena Williams – se sta bene – sono i candidati alla vittoria finale con percentuali ‘bulgare’, con buona pace di Murray, Federer, Sharapova e compagnia.

Intanto, l’inizio dell’anno ha visto il ritorno in campo anche di un altro giocatore, ovvero il sottoscritto. Ebbene sì. Dopo la felice partecipazione a un corso autunnale al quale m’ero deciso di partecipare per mettere ordine nel mio tennis schizofrenico, ho deciso di bissare l’esperienza a gennaio per la seconda ‘tranche’. Peccato che, diversamente dai professionisti sopracitati e come tanti altri – pigri – colleghi ‘amateur’, dopo tre settimane di stop nelle quali ho alzato mille forchette e boccali di birra ma nessuna racchetta, il rientro in azione sia stato, per usare un eufemismo, ‘difficoltoso’.

La mia ormai classica ora e quaranta di tennis è quindi descrivibile in modo piuttosto semplice: reattività e timing sulla palla ai minimi termini, velocità degna di una tartaruga e leggiadria che avrebbe fatto invidia agli ippopotami di ‘Fantasia’ di Walt Disney. In sintesi, un disastro. Che purtroppo non s’è limitato alla serata di gioco, come capita per gli NC poco allenati e che hanno superato gli ‘anta’. Parafrasando il celebre detto, infatti, il ‘peggio doveva ancora venire’ e s’è manifestato il mattino dopo quando, nell’alzarmi dal letto e nello scendere le scale, mi sono reso protagonista di una delle migliori imitazioni di Robocop mai fatte da un essere umano, compresi i cigolii alle articolazioni.

La mia unica e flebile speranza è che tutto sia legato a una condizione fisica – ahem – resa approssimativa dalle feste. Ma ora basta bisbocce: bisogna fare sul serio. Insomma, addio zamponi, spumanti e ore piccole! Benvenuti insalate, vita sana e allenamenti. Il tutto, come sempre, senza troppa fretta…

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