Questo è l’anno di Torino, è ufficiale. Milano annaspa e barcolla e la doppia sfida di questa giornata l’ha dimostrato ulteriormente.

INTERISMI

di Max Multatuli

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Cambiate canale. Non vi voglio qui, andate da un’altra parte. Ancora qui? Forse non sono stato chiaro: NON LEGGERE QUESTO BLOG.

Non mi sono vergognato tanto per una partita di calcio da Inter-Catania della settimana scorsa.

Un tiro, uno, in porta in 95 minuti di gioco. Di un difensore.

Ecco, voglio subito parlare bene di Rolando, un giocatore che in passato vituperai qui su Paper Project. Ha segnato il primo goal dell’Inter da che ho memoria. Ha difeso rocciosamente contro Tevez e Pogba. Ha impedito lo smacco del secolo: un goal di Vucinic al 92esimo, che poi ci sarebbe rimasto solo di scavare una fossa e gettarcisi a pesce.

Una partita oscena. La Juve ha vinto, ma ha giocato da schifo: non stupisce che non riesca a combinare nulla fuori dall’Italia. L’Inter ha giocato da schifo e non ha neanche vinto.

Una partita oscena che non si sarebbe dovuta nemmeno giocare. E’ morto Philip Seymour Hoffman, Cristo Santo, un minimo di decenza!! Da come si muovevano in campo i giocatori dell’Inter si capiva che erano sopraffatti dal dolore della prematura scomparsa del talentuoso attore.

Pogba sarà un grande campione, ma è fastidioso come un dito in culo di Balotelli e Ibrahimovic e d’ora in poi sarà ribattezzato ommimmerda.

Pogba, ormai hai 21 anni, è tempo che tu sappia di chi sei figlio.

(Pur di non parlare di Juve-Inter, le prossime frasi saranno un tentativo avantguarde di utilizzare gli argomenti SEO consigliatici dalla nostra esperta tecnologica).

L’accordo Inter-Hernanes non ha portato i frutti sperati, nel senso che Hernanes non è entrato in campo.

Vucinic invece è entrato e ha provato a fare sesso per vendetta che, nel gergo degli scaricatori di porto montenegrini dai quali Vucinic proviene, vuol dire segnare un goal. Non c’è riuscito grazie al bon ton professionale di Rolando.

Conte e Mazzarri avrebbero potuto organizzare giochi di coppia per San Valentino. Chessò Vidal e Tevez venivano con noi e Taider e Kuzmanovic se ne andavano nella Rubentus.

Perché le donne fingono a letto con Conte? Perché ha una nuova Ferrari F14T e vogliono farci un giro.

Vidal si è messo della calze effetto tatuaggio per nascondere un paio di quelli orridi disegni per pelle che si ritrova.

Il colore capelli 2014 di Pogba ricorda benissimo l’antipasto San Valentino che ho vomitato nel 2007.

Reggiseno hi-tech si sgancia quando scatta il colpo di fulmine. E già che c’è li fulminasse tutti mannaggialloro.

Shakira e Rihanna, video hot.

 

MILANISMI

di Marta Baudo

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Dopo una partenza sprint avanti tutta dei rossoneri, Bonera “Immobile” viene saltato come un birillo, un gioco da ragazzi. Mentre alza il braccio, prendendo spunto dal grande Baresi, mi ricorda di più uno scolaro che richiama l’attenzione della maestra! Anche Abbiati spesso manda il pubblico sul chi va là, facendo temere il peggio! Per giugno con un nuovo portiere diventeremo impenetrabili, intanto “carpe diem”?! Milan portieri: binomio vincente. Vedere i rossoneri non prendere gol è “Eccezzziunale…veramente”.

Un Toro catenacciaro, con due azioni e un gol nel primo tempo, sembra andare a nozze riprovandoci dopo poco, ma fortunatamente canna la mira!

Il Milan, sotto immeritatamente per 45 minuti, viene bloccato dal paratutto miracoloso Padelli a più riprese: la porta sembra stregata! Solo contro di noi i portieri avversari si divertono a diventare super eroi. Sarà un caso?

Robinho vaga come un’anima in pena senza idee: altro che correre, è una formica che lo stadio continua a non digerire. Solo Saudade brasileira o pigrizia? Spesso, senza accorgersi, si pesta i piedi con Honda e con Ricky, che dal 101esimo gol s’è perso in un bicchier d’acqua. Kakà lavora tanto, ma in campo vediamo il suo sosia. Per la trequarti rossonera, affollata come l’IKEA la domenica, la prova d’appello sarà in corte di cassazione a Napoli l’8 febbraio.

De Sciglio, mio preferito della serata, crossa come se diluviasse, ma il raccolto scarseggia!

“Dolce Remi…”, con grande spirito di iniziativa a inizio ripresa e una pressione finalmente più alta della squadra, portano all’agognato pari! Il nuovo “13” rossonero, arcigno e decisivo, si sente galvanizzato dal gran gol… oltre che dal numero di maglia (Nesta docet). Pian piano trasmette fiducia e San Siro gradisce la voglia e l’impegno.

I diktat del mister prendono piede: è un Milan propositivo, aggressivo e più vivo rispetto alla scorsa gestione. L‘impalcatura rossonera lentamente prende forma anche se, per ora, il ponteggio post tsunami abbisogna di allarme ancor di più, considerando le sorprese del mercato!

Assaggio di calcio fusion, come la cultura multi etnica di Clarence.

Sognavo l’avvicinamento al Toro, ma questo 1 a 1 lascia l’amaro in bocca, soprattutto con i risultati del weekend e con Iuve Inter.

Sofferenza non stop! Milan fa e disfa la trama come Penelope. Ottovolante rossonero: sarà riscossa sotto il Vesuvio?

 

JUVENTISMI

di Edoardo Pavesi

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Ok, sinceramente ditemi voi cosa posso aggiungere io di fazioso, o anche di non fazioso, alla partita di domenica sera contro quei 4 scappati di casa chiamati anche interisti: la superiorità è stata schiacciante, il risultato impietoso, tanto da non poter neanche parlare di prova di forza, perché è sembrato un incontro tra Tyson e mia figlia di 3 mesi.

Senza stare a dilungarmi quindi troppo, e inutilmente, mi limiterò a ricordare alcuni momenti salienti del match:

1) la fascia di capitano al braccio di Nagatomo: dopo il campione del mondo Bergomi e il campione di tutto Zanetti, mi sembra corretto passarla al giocatore più rappresentativo di questa Inter.

2) l’ingresso del nonno di Milito e poi quello di Vucinic: il primo entra e la Juve segna dopo 10 secondi, il secondo fa in tempo a prendere un palo. Vorrei dirvi qualcosa anche di Belfodil, ma…

3) la non convocazione di Guarin, di cui credo di aver già parlato abbastanza, con il conseguente inserimento nell’undici titolare di tale Kuzmanovic!

4) la partita di Kuzmanovic.

5) il gol del Chiello, perché un gol del Chiello va sempre sottolineato.

6) la punizione capolavoro di Taider, altro centrocampista centrale “preferito” a Guarin, sbeffeggiato perfino dal telecronista in diretta. Scene di alta televisione.

Potrei proseguire a lungo parlandovi anche del colpo di tacco a “liberare” l’area di Nagatomo sul secondo gol (che prova a farlo tu a calcetto con gli amici, che vedi…) o della marcatura ferrea di Juan Jesus su Llorente nel terzo, senza dimenticare che anche la prestazione di Kovacic meriterebbe una menzione, ma davvero non credo ce ne sia bisogno: prendere 3 sberle da noi, oggi più del solito, gli fa già abbastanza male, anche perché 3 sberle dalla Juve fanno male in Italia come in Indonesia.

Ah, e anche in Lussemburgo, vero Max?

 

GRANATISMI

di Cristiano Girola

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Si sa, i campetti di periferie, quelli delle squadre di seconda fascia, sono infidi. E anche le squadre migliori, alle volte, incontrano difficoltà ad imporre il proprio gioco davanti ad avversari tignosi, fallosi e con gli occhi iniettati di sangue che fissano l’obiettivo salvezza.

Sabato è andata così: un San Siro penosamente deserto e un Milan mediocre hanno fermato il Toro dei nuovi gemelli (ancora con la g minuscola, per rispetto) del gol Cerci-Immobile. Capita, che ci vuoi fare.

Milan buffo, con tre trequartisti di cui due (Robinho e Honda) hanno i piedi e le funzioni da terzini, se va bene. Con il massimo del rispetto per la nobile categoria dei terzini. Con Pazzini che farebbe le rovesciate anche per bere un caffè, ma il massimo che porta a casa è la semi decapitazione di Glik. Con Bonera che non si spiega cosa ci faccia in campo, se non fosse appunto che questo è un Milan mediocre, il che giustifica tutto.

Toro bellissimo per un tempo e bruttino nel secondo, ma senza correre rischi (la squadra dei terzini di cui sopra segna, infatti, solo con terzino e solo grazie alla deviazione di un nostro terzino, come volevasi dimostrare). Immobile è uno spettacolo di grinta, scatti e precisione. A Cerci basta alzare un sopracciglio che Emanuelson è già in ritardo di tre metri e lo insegue annaspando, con la lingua fuori dalla bocca. Persino Vives sembra a tratti forte come quel giocatore che una volta governava il centrocampo del Milan e che i rossoneri hanno poi gentilmente regalato alla Juve, dove ora fa segnare pure Lichsteiner (forse qui riuscirebbe a mandare in gol persino Robinho, se l’avessero tenuto).

Concludo con una riflessione.

Balzaretti se ne andò dal Toro alla Juve, facendo la peggiore delle scelte di vita possibili: l’anno successivo, insieme ai suoi nuovi compagni bianconeri, retrocesse.

Ogbonna fece la stessa scelta: ora langue in panchina e dalle nostre parti nessuno lo rimpiange, visto che grazie a lui e al fiuto di Marotta abbiamo ricevuto in cambio Immobile.

D’Ambrosio ha snobbato la squadra che lo recuperò dai campetti delle serie minori campane per farlo crescere e diventare uno dei più promettenti terzini italiani. Ha deciso, con immensa gratitudine, di non rinnovare il contratto e ha scelto testardamente di accasarsi all’Inter: Iteri ha fatto il suo esordio in campo a Venaria, con i suoi che prendevano tre pappine dai gobbi. E nella giornata in cui il Toro raggiungeva l’Inter in classifica.

Questo per dire cosa?

Beh, che io non credo alle maledizioni o al soprannaturale, ma inviterei tutti i giocatori che il Toro ha fatto crescere e che la Maratona ha amato a fare un pensierino prima di lasciarci male, prima di snobbarci per andarsene altrove, umiliando chi ti ha cresciuto e coccolato.

Metti mai che portasse sfiga….