CIAO, CIAO EUROPA: la tensione vissuta nel pre gara è quella dei grandi match da dentro o fuori, con stomaco in subbuglio, ma in campo si vede lontano un miglio che non esiste un briciolo di remuntada e di approccio da partita perfetta.

MILANISMI

di Marta Baudo

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Un macigno pesante a inizio match impaurisce i rossoneri che, per larga parte del primo tempo, restano in bambola, in balia del gioco avversario. Solo Kakà accende un lume di speranza per l’impresa, equilibrando il risultato e illudendo i tifosi. Ma la differenza sta tra il secondo gol non in rete, rossonero, e, il secondo, deviato, dei colchoneros… Down totale: doccia fredda sul Milan, nel momento di gioco migliore. Provarci per un tempo è poca cosa, qualcuno crede che le partite si giochino a tratti. In che film? Quando la stagione è cannata e sfigata, lo è in toto: rimpalli altrui buoni, pali tuoi errori facili. Ci hanno colchoneros per le feste. Sono ridicoli questi turchi “materassai”.

Nella ripresa cala il sipario sul Milan europeo: cambi sprovveduti e casuali, giocatori in campo persi nel vuoto, mancano campioni carismatici, trascinatori nelle partite da dentro/fuori, zeru amore per la maglia. Troppe cose non vanno: un vero scempio. Si sta scherzando con il fuoco. Balotelli nei match clou ci è o ci fa? Meno social, più in campo!

Il sonoro 4 a 1 la dice lunga sulle botte tra i denti infilate ad Abbiati. Simeone nel finale non si comporta da signore, fuggendo dal saluto a Seedorf…interista era e lo è ancora, irritante.

I ricordi del passato non servono se getti basi fasulle per il futuro, rifondando solo a parole. Il tempo non torna indietro, scorre veloce: chiave per la ricostruzione dovranno essere programmazione e spesa oculata e generosa.

Per tornare a rivedere l’Europa da vicino e raggiungere traguardi che ci spettano, auspico un progetto con la P maiuscola, con grandi giocatori, leader in campo e vincenti. Inutile rattoppare con pezze l’organico, senza un vero progetto. A spizzichi e bocconi non si va da nessuna parte. Dove sono finiti gioco e bel gioco da sempre sinonimo di Milan?

A Madrid, come nel recente passato, sono mancati in campo i Maldini, Gattuso, Inzaghi, Sheva: trascinatori e decisivi si portavano la squadra sulle spalle nelle serate clou. Dove troveremo campioni veri e uomini da Milan? Solo in tre oggi rappresentano davvero il MIO Milan: Kakà, Poli, De Sciglio (rimasto in panchina senza motivo). Per il nuovo corso ci vorrà una bella “selezione all’ingresso”… come in discoteca. Solo chi merita questa maglia resta. A giugno scopriremo la realtà dei fatti, e se arriveranno finalmente veri investimenti. La politica delle new entry low cost non sempre paga.

Che ne sarà di noi tifosi? Trattati come l’ultima ruota del carro…

HASTA LA VISTA Europa, ti ho tanto amata e ti amerò quando tornerai…