Qui si chiacchiera di Inter, Milan, Juve e Toro, ma intanto qualcuno vola, grazie a Mr. Bradley.


INTERISMI

di Max Multatuli

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Rolando è l’uomo simbolo di Inter-Verona. E ci va bene così.

Ho già parlato di Rolando in questa rubrica. Un uomo più intelligente che bello. Rolando, l’uomo che, al confronto Tevez, è un cesso (quattro gradi sopra l’oggettivo livello roito di Tevez).

Importa? ‘Na sega. Rolando ha segnato. Ha segnato e poi è tornato baldanzoso in difesa. E dovevate vederlo in difesa. Una sicurezza sfrontata, che infatti c’è costato il secondo goal subito.

Rolando è brutto e segna goal brutti. Parafrasando il profeta Settore, Rolando ha segnato un gol brutto al quadrato.

L’Inter è entrata quattro volte nella porta del Verona in un crescendo romantico di bruttezza.

Il primo goal è di Jonathan. Il gabbianone Jonathan (copyright sempre Settore) sogna di diventare Maicon, ma è pur sempre Jonathan. E allora spara un tiro alla Maicon con il piede di Jonathan. Il tiro era destinato tranquillamente al fallo laterale opposto. Senonchè un difensore del Verona si mette in mezzo e la devia in porta. La sua porta. 1-0.

Il secondo goal è di Palacio. Palacio, la mezza punta chiamata a fare la punta, perché le punte che abbiamo sono spuntate. Palacio è forte, sia chiaro, gli voglio un gran bene. Ma vederlo giocare da punta, unica punta, è la negazione del calcio. Una roba da Barcellona, per intenderci.

Palacio segna il secondo goal perché si trovava a mezzo metro dalla porta del Verona. Mezzo metro. Guarin tira. Il difensore del Verona spazza dalla linea di porta. La palla colpisce Palacio, si impenna, entra sotto la traversa. Goal e 2-0.

Il terzo goal è di Cambiasso. Il grande Esteban Cambiasso. Sono contentissimo che abbia segnato lui. Soprattutto, sono contentissimo che il goal sia stato brutto brutto brutto (e tre). Nagatomo tira dopo un accentramento leziosissimo, roba che già si era capito che cosa avrebbe fatto quando si è allacciato gli scarpini per entrare in campo. Nagatomo si accentra e tira. La palla rimbalza sul palo e arriva a Palacio che, da posizione centrale, sparacchia debole e storto in direzione fallo laterale. Tra il fallo laterale e Palacio, però, c’è Cambiasso che colpisce come capita e insacca. E siamo a tre.

Arriva il quarto goal dell’Inter. Come anticipato, è Rolando a segnare. Rolando, anche conosciuto come lo Jar Jar Binks baùscia. Calcio d’angolo basso di Jonathan, Palacio devia storto dalla linea di fondo. Il portiere del Verona la butta sui piedi di Rolando che, nel mentre, stava trottando verso la porta. Rimpallo e goal. E siamo a quattro. Quattro perle che consentono all’Inter di vincere sul Verona.

Goals brutti? C’importa na sega, siam vincenti mica fighetti.

 


MILANISMI

di Marta Baudo

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Dalle stelle di Milan-Barcellona alle stalle di Parma-Milan! Grattugiati dal Parma, giocatori milanisti senza capo né coda. Dead Men Walking, senza attributi e automatismi di gioco: meriterebbero la sospensione degli stipendi! Il Milan sprofonda nel buco nero dell’inferno: il terzo posto è una chimera. Per rimanere aggrappati all’Europa non ci resta che vincere la Champions! Ti piace vincere facile!

Inviperita già dopo pochi minuti, assisto a scene da incubo, che neanche in serie C o all’oratorio si immaginano. Constant costantemente ridicolizzato da Biabiany a suo gusto! Per farmi incazzare di più mi trovo davanti il ghigno dell’irriconoscente brufoloso Cassano, che segna e fa segnare i suoi. Intanto il “Bad Boy” milanista, senza cresta e orecchini, è l’ombra di se stesso!

Tanto per non dimenticare le vecchie abitudini, la difesa del Milan è imbarazzante più che mai e l’intesa tra i reparti pari a zero; 16 gol subiti dopo 9 giornate è una media da zona retrocessione. Di questo passo arrivare ottavi sarebbe già un miracolo.

Più brutta squadra non c’è, se si può ancora chiamare squadra! Rivoglio Thiago, Nesta, Maldini…ora manca anche la formazione tipo!

Altro che remuntada da vero Milan. Solo un vano tentativo che, da 2 a 2, va a 3 a 2 per il Parma, sbuffo fino alla fine attonita e agghiacciata! Per caso si sblocca Matri…inutile!

Ridicoli. Solo Poli, in gran spolvero (sostituito senza motivo), e Kakà illuminano: Ricky, il tuo gol cannato non è da te, ma nemmeno ti meriti di giocare con le cere di Madame Tussauds!

Disfatta da film dell’orrore fino all’ultimo minuto…

Mercato estivo a caso, infortuni a ripetizione, allenatore in difficoltà!

L’unica vera e indomita tifosa rischia di restare single. Milan mio che sarà della tua vita…sai far tutto o forse niente…da domani si vedrà! Domani sarà un giorno migliore. I BELIEVE!

 


JUVENTISMI

di Edoardo Pavesi

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Partita fin troppo facile oggi, ma che, al di là del risultato, rispecchia questo inizio di stagione della vecchia signora: si è visto infatti buona parte di quanto successo nelle nostre precedenti partite tutto condensato in 90 minuti.

Fateci caso.

Si inizia con un’ottima Juve, che gioca per 45 minuti con la solita grinta e la tipica cattiveria, schiacciando l’avversario e creando valanghe di palle gol. Ma andando in vantaggio solo su rigore (nettissimo!) e poi, a fine primo tempo, con la magia di un singolo, Carlitos, che per fortuna esiste!

Ma, nel frattempo, sulla sua strada ha trovato un portiere che per la giornata odierna si è trasformato, come spesso accade, vedi Copenaghen su tutte, in un supereroe: l’anno scorso Perin viaggiava ad una media di 4 gol subiti a partita. Ricordo perfino di averlo visto prender gol da un raccattapalle e da un quarto uomo. Oggi ha fatto due parate su Pirlo e Llorente che neanche Yashin, senza dimenticare un intervento su Pogba niente male.

Poi c’è la sfiga: con la traversa, strepitosa, di Vidal fanno 7 legni in 9 partite, poco meno di uno a partita. Se non è mala sorte questa…sembra ci sia Igor di Frankestin Jr. a tifare per noi dalla tribuna!

E poi, infine, le nostre colpe, ovvero aver smesso di giocare dopo un tempo: per fortuna che il Genoa, a differenza di altre squadre, è stata clemente, evitando di attaccare e accontentandosi di perdere “solo” 2-0, altrimenti chissà…

Tutto in 90 minuti, compresi i 3 punti però, quindi per oggi va bene così!

GRANATISMI

di Cristiano Girola

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E’ una questione di rispetto, mister Ventura.

E, oltre al rispetto, si tratta di qualcosa di noi che, forse, non ha ancora capito del tutto.

Non si tirano i remi in barca dando per persa una partita dopo 45’. In nessuna piazza e tantomeno al Toro.

Togliendo Cerci e, poco dopo, D’Ambrosio per preservarli in vista della sfida infrasettimanale di Livorno.

Per altro, dopo 45’ in cui il Toro aveva palesato un’onesta, non drammatica, sofferenza nei confronti del Napoli. Che è anche il minimo che ci si può aspettare, quando giochi in trasferta contro una squadra di quel livello. Quarantacinque minuti che ci avevano visto sotto di due gol per un rigore che c’era (ma originato da un’ingenuità nostra che potevamo evitare) e per uno clamorosamente ingiusto.

Per il resto la squadra aveva retto e poteva ancora giocarsela. Prendendo magari altri due gol, chissà, ma non dando segnali di resa a priori, come è avvenuto, fin dal rientro dagli spogliatoi.

Invece Lei che fa? Comincia il secondo tempo con Meggiorini al posto di Cerci. Come dire “Tranquilli, veniamo in pace. Godiamoci questo tepore ottobrino per altri trequarti d’ora poi tutti a casa sereni”.

E per colpa Sua, Mister, durante quei secondi 45’ di quasi nulla, ho fatto un pensiero blasfemo. Ho maledetto quell’orario bizzarro in cui giocavamo, le 12.30, perché eravamo gli unici e non c’era una Diretta Premium o una Diretta Gol su cui virare per andare a vedere un po’ di calcio vero su qualche altro campo.

Mi ha fatto seriamente pensare di abbandonare la visione di una partita del Toro. A me, che, per dire, il Napoli-Toro dell’anno scorso me l’ero visto da Los Angeles, mettendo la sveglia apposta alle 6 del mattino.

Non me lo faccia più questo scherzo.

Grazie.