Non è mai troppo tardi e forse c’è speranza anche per me. Di vincere per la prima volta un torneo, intendo, anche se non di livello Atp. Sì, perché se ce l’ha fatta Victor Estrella Burgos alla veneranda (sportivamente parlando) età di 34 anni, allora davvero chiunque abbia voglia di faticare e migliorare ogni giorno può raggiungere obiettivi inattesi.

Non si tratta di un fenomeno della racchetta e anche per questo è più bello che abbia vinto un titolo un veterano che si mette alla prova ogni giorno e non smette mai di impegnarsi che qualche giovane che dopo un paio di successi si crede arrivato e passa più tempo a inseguire gonnelle e feste (attività deliziosa ma non proprio da professionista) che a sudare in allenamento.

Il buon Victor sui campi in terra battuta di Quito, a quasi tremila metri d’altezza, ha messo in fila giocatori anche di buon livello, come lo sloveno Martin Klizan, il brasiliano Tomaz Bellucci e, in finale, lo spagnolo Feliciano Lopez, festeggiando con la gioia innocente di un bambino, risvegliandosi il giorno dopo sulla soglia dei top 50 al mondo (è n° 52). Un traguardo ancor più importante se si considera che a raggiungerlo, oltre che un giocatore ‘maturo’, è anche il rappresentante di un Paese senza una grande storia nel tennis, visto che il primo a vincere un titolo Atp è stato proprio lui.

Se i domenicani ridono, noi italiani non abbiamo invece troppo di che essere felici, tra uomini e donne. A livello maschile Andreas Seppi s’è fermato sul più bello a Zagabria, venendo sconfitto in finale da Guillermo Garcia-Lopez, buon giocatore ma non pervenuto nella categoria ‘fenomeni’. Da un lato l’altoatesino ha confermato il suo buon momento (vedi semifinali a Doha e vittoria su Roger Federer agli Australian Open), dall’altro ha perso una buona occasione per tornare a vincere un titolo Atp a tre anni dall’ultimo ottenuto a Mosca nel 2012.

Ben peggio, peraltro, è andata alle sue colleghe in gonnella capitanate da Capitan Barazzutti, che sono riuscite nell’impresa – inedita per i colori azzurri – di perdere una sfida di primo turno Fed Cup dopo essere state avanti per 2-0. A Genova l’ha infatti spuntata la Francia, grazie soprattutto alla scelta di Amelie Mauresmo, che ha sostituito dopo la prima giornata una deludente Alizée Cornet con Kristina Mladenovic, in campo prima in singolare e poi al fianco di Caroline Garcia.

Al danno s’è aggiunta la beffa, visto che il sorteggio per restare nella Serie A del tennis mondiale c’ha riservato gli Stati Uniti di Serena e Venus Williams. Le sorellone, manco a farlo apposta, sono tornate in nazionale proprio quest’anno e ritrovarcele di fronte nello spareggio di aprile, pur giocando in casa, non sarà una passeggiata, anzi.

A tirarmi su il morale dopo il triste weekend azzurro è fortunatamente arrivata Caroline Wozniacki, una delle mie giocatrici ‘preferite’ del circuito femminile. La “bella e brava” – come si diceva una volta – tennista danese ha posato per l’annuale edizione di Sports Illustrated dedicata ai costumi da bagno, postando pure qualche foto sui suoi profili social. Insomma, indeciso se piazzare una foto di Victor felice o una di Barazzutti triste, alla fine ho optato per Caroline in costume. Scelta azzeccata, che ne dite?