La Juve gioca a “la più forte sono ancora io”, il Milan gioca a “Facciamo vedere a Balo che era colpa sua”, Inter e Toro giocano a “arriviamo a metà classifica anche quest’anno, senza esagerare”.
Ma l’importante è che si giochi.
Il campionato è ricominciato.
Faziosismi anche.

INTERISMI

di Max Multatuli

maxmultatuli_65x79

Una delle più belle frasi di Mazzarri, da alcuni attribuita erroneamente ad Einstein (maledetto popolo della rete!) è: “follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi”.

Non so se è stato davvero Mazzarri a inventarsi ‘sta genialata di frase, sicuramente è quello che ne applica il paradigma non alla grande ma alla grandissima proprio.

Sembra di non esserci mai lasciati, eppure tra l’ultima partita dello scorso campionato e oggi ci sono più rughe, meno capelli e un’abbronzatura che va sfumandosi. Due mesi di caldo in cui tutto è cambiato ma è rimasto quasi tutto uguale. Quasi perché quel genio di Ausilio, gliene va dato atto che è un genio, è riuscito a ricreare la squadra dell’anno scorso con giocatori meno cari, mediamente più giovani e sicuramente più cattivi. Per il resto stessi ruoli, stessi movimenti, stesse storie, stessi risultati: 0-0 noioso col Torino e che tira bestemmie. Condito, come l’anno scorso, da una crema di rigori regalati (agli altri) e non dati (a noi) con ciliegina rossa I N S P I E G A B I L E alla fine (l’unica spiegazione per l’espulsione di Vidic causa applauso (sic), è che l’arbitro a quel punto si aspettava di essere menato e c’è rimasto male).

Intendiamoci, la squadra c’ha carattere. Anche farsi espellere in quel modo, insomma, ci vuol coraggio. A me personalmente, ammiratore del sangue in campo, ‘sti nuovi interisti piacciono. Svecchiata come si usa oggi, renzianamente, mandando in pensione gufi e professoroni, si è sostituita la tecnica affaticata con la sana ignorante violenza. Penso a Medel, e un po’ mi spavento. Penso a M’vila, che farebbe paura a un orso siberiano. Mi piacciono questi spaccaossa del terzo millennio. Saggezza ed esperienza scambiati fresca e ignorante violenza.

Ma l’ignoranza è nulla senza controllo.

Questi potranno anche spaccare tutto, ma se ancora non si riescono a presentare davanti alla porta più di due volte a partita (quando va bene), come li vogliamo segnare sti goals?

Potranno la locura di Osvaldo e la grandezza (inespressa) di Icardi avere la meglio sull’ottusità dei moduli di Mazzarri?

 

MILANISMI

di Marta Baudo

martabaudo_65x79

Tre mesi senza di te, mio grande amore, sono troppi!
Se il buongiorno si vede dal mattino… i tifosi torneranno a riempire San Siro e a emozionarsi per questi colori.
Colpo di scena: alla “Scala del calcio” un inaspettato inizio col botto.
Un piccolo preambolo è doveroso: fosse arrivato Destro sarei stata al settimo cielo, ma dobbiamo rassegnarci ai rubinetti chiusi ai piani alti… senza soldi si fa di necessità virtù.
El Nino” arriva in rossonero post – datato. Un tempo mi ispirava, ora chissà! Seguitemi e vi svelerò il mio Torres! La migrazione di Binho, Constant, Urby, e del “testa matta” Balo è un toccasana per questa squadra: erano pesci fuor d’acqua e di scarsa utilità…
Qualche “Bad boys” in meno e più vita di campo, come insegna il buon ex numero 9, ora Coach, autentico adrenalinico trascinatore. Erano anni che non vedevo una squadra tonica e aggressiva in tutte le zone del campo… Finalmente un portiere para rigori e che fa scattare i contropiedi lanciando il ritrovato Faraone, acquisto home-made. Forse con un difensore alto e grosso come Alex prenderemo qualche gol in meno su calcio piazzato, non sarebbe male!
Pippo, da bordo campo, assistito dal Tasso, suo fidato vice, contagiava i ragazzi con l’entusiasmo e la mimica di un vero allenatore.
3 a 1 roboante: tre giocatori diversi a segno, il cerchio rossonero si apre dal lontano estremo oriente: calcio spumeggiante, giocatori che s’aiutano l’un l’altro, applausi dal Primo BLU all’intervallo, numeri in campo, corsa sotto la curva al fischio finale: segnali precisi che qualcosa si muove. Una Vittoria arrivata con spirito di sacrificio, pochi passaggi, voluta e ottenuta, soffrendo nel finale. Allegria e divertimento sono i leitmotiv di questo assaggio di nuovo campionato rossonero: finalmente!
Per 15 giorni vedere la classifica sarà una liberazione: che diventi una bella abitudine! I cugini sono dietro, almeno fino alla prossima partita.
Questa estate anomala fa rima con cuore rossonero ritrovato.

Pippo mio: una lacrima alla tua ultima nel nostro stadio, un sorriso stellare vedendoti dirigere l’orchestra rossonera. Quanti cori per te!

 

JUVENTISMI

di Edoardo Pavesi

edoardopavesi_65x79

Iniziamo subito dicendo che questo pezzo parlerà di Juve. Sembra scontato, lo so, ma è giusto ricordare (anche a beneficio di quei pochissimi che potrebbero non aver letto il mio ultimo post di metà luglio) le mie dichiarazioni in caso di arrivo di Allegri alla Juventus: interesse minimo per il campionato, giusto a beneficio del Fantacalcio, attenzione focalizzata sulla premier League e visione giusto delle partite del Sassuolo. Non di più.

Poi però ho scoperto che la prima giornata era Sassuolo-Cagliari. E allora ho guardato la Juve. La nuova Juve di Allegri per chi non se ne fosse accorto.

Visto che siamo alla prima giornata, infatti, bisognerebbe parlare di benvenuto, ma oggi trattasi decisamente di un bentornato: la prima nuova Juve è del tutto identica a quella vecchia. Modulo di Conte, uomini di Conte, stessa intensità, stessa rabbia e stessi rischi di pareggiare una partita ampiamente dominata sotto tutti i punti di vista, compresa la sfiga di 3 legni incredibili. Uno dei quali, ovviamente, del solito Vidal, con buona pace dei tifosi red devils già non particolarmente soddisfatti in questo inizio stagione…

Nuova Juve, vecchia Juve quindi così come le altre direi: vincono Roma e Napoli, vince un Milan in costruzione contro la solita incompiuta Lazio e si distaccano già nelle posizioni di inseguitrici, a loro tanto care, sia l’Inter che il Torino. Quasi banale.

Concludo dicendo che ho sempre pensato fosse stupido non cambiare idea sulle cose, ma Allegri per farmi cambiare idea ha solo un modo: vincere. Fino a quel giorno penserò che è un inadatto, ma sarei ben contento di ricredermi quanto prima.

E comunque dagli high lightes Sassuolo Cagliari è stata una partita orribile…

 

GRANATISMI

di Cristiano Girola

cristianogirola_65x79

Quest’anno, preso da febbre d’astinenza granata post vacanze, ho già visto due partite allo stadio: contro l’RNK Spalato e contro l’Inter.
L”Inter è la seconda squadra più scarsa che ho visto, dopo il glorioso RNK Spalato.
Anche se quelli almeno un attaccante pericoloso (che per altro non aveva nemmeno appena messo incinta una culona bionda inspiegabilmente considerata sexy) ce l’avevano.
Queste le certezze.

Poi cominciano dubbi e speranze.
Dubbi: il Toro ha perso Cerci e Immobile, che è un po’ come sgonfiare entrambe le chiappe alla Wanda Nara di cui sopra e chiederle di eccitare lo stesso le mandrie di arrapati che la seguono su Instagram.
Dubbi 2: Nocerino è grasso e questo, al di là della mia innata passione per i calciatori pingui, è un problema.
Dubbi 3: Quagliarella corre e ripiega tanto da far sembrare il lavorone che faceva Immobile l’anno scorso una qualsiasi domenica svogliata di Balotelli. Ma è solo, tremendamente solo. A meno che non consideriate Larrondo o Barreto non dico dei bomber, non dico degli attaccanti, non dico dei giocatori di calcio di Serie A, ma almeno delle specie di partner offensivi. Io ho dei dubbi anche su quest’ultima definizione.

Speranze: il Toro è solido e gioca bene, almeno fino al limite dell’area. Ammesso che esista, ieri non si è visto alcun gap qualitativo tra noi e l’Inter. Nemmeno oltre il limite dell’area, a dirla tutta, perché là dentro facevano pena pure loro.
Speranze 2: Nocerino dimagrirà e tornerà un gran bel centrocampista.
Speranze 3: toglietemi tutti, ma non datemi in cambio Amauri. Pochi attaccanti mi urtano, anche fisicamente, come quel tipo lì. Poi se arriva e fa 15 gol, migliori amici.
Il calcio è volubile e io pure.
Speranze 4: Padelli sembra essere diventato un portiere.

Toro, mettici una punta e io ci credo.

(bentornati, Faziosi)

 

 

Poi cominciano i dubbi e le speranze.