Il robot e la leggenda: l’edizione 2015 di Wimbledon è stata segnata ancora una volta dalla sfida tra gli implacabili automatismi di Novak Djokovic e la creativa eleganza di Roger Federer. E ancora una volta, come dodici mesi fa, l’ha spuntata il serbo, aggiudicandosi la finale per 7-6(1), 6-7(10), 6-4, 6-3. In campo femminile, invece, ennesimo trionfo per Serena Williams, autrice di un periodico 6-4 all’emergente spagnola Garbine Muguruza. Ma ai Championships, quest’anno, è accaduto davvero di tutto anche fuori dal campo, tra gente rimbalzata al Royal Box, giornalisti disinformati e qualcuno, invece, che voleva esserlo anche su questioni ‘intime’. Questo e altro, nel pagellone. Silence, please.

Novak Djokovic 10 e lodeTerzo titolo a Wimbledon e nono Slam in carriera per Novak Djokovic, che nell’attesissima finale contro Roger Federer ha giocato il miglior match del torneo, servendo praticamente alla pari con l’elvetico e sciorinando un repertorio di risposte impressionante. Gli altri danno spettacolo? Ok, lui si ‘accontenta’ di tirare sempre forte a cinque centimetri dalla riga e non sbagliare mai. Neanche il termine ‘impressionante’ potrebbe bastare per un giocatore che ha perso tre, dicasi tre partite dall’inizio del 2015. Se non merita di essere numero uno lui, chi altri? La leggenda, però, un’altra cosa. Quella resta…

Roger Federer 10 – Protagonista a quasi 34 anni di un torneo favoloso e una semifinale contro Andy Murray stordente per qualità e spettacolarità, Re Roger s’è dovuto inchinare alla robotica infallibilità di Nole, che gli ha impedito di ripetere la prestazione d’attacco esibita contro lo scozzese e conquistare l’ottavo titolo ai Championships. Un paio di set point falliti nel primo set e altrettante palle break mancate all’inizio del terzo hanno probabilmente contribuito a cambiare l’inerzia della sfida ma è anche vero che i sette set point salvati nel tie-break del secondo set avevano quasi fatto esaurire i ‘miracoli’ a disposizione dello svizzero. Comunque, in ogni caso, un fuoriclasse irripetibile, il più amato: forse capiremo quanto ci ha dato solo quando si ritirerà. Speriamo non il più tardi possibile ma quando sarà il momento giusto. Magari dopo aver vinto ancora una volta a Wimbledon.

Serena Williams 10 e Lode – La regina, la dominatrice del tennis 2.0: sesto titolo a Wimbledon, 21 del Grande Slam, ‘proprietaria’ più che detentrice degli ultimi quattro tornei dello Slam (aka ‘Serena Slam’), a New York proverà a completare il poker nella stessa stagione. Potente fisicamente, completa tecnicamente e solida mentalmente: Serena è da anni la più forte giocatrice del circuito. I dubbi che sia la più grande di sempre sono sempre più fondati.

Garbine Muguruza 9 – La stella emergente del tennis femminile e, al tempo stesso, l’esempio di quello che è il prototipo della giocatrice moderna, ovvero gran botte da fondocampo e poco altro. Insomma, bravissima ma pure un po’ noiosa. Anche Serena tira forte? Certo, ma sa fare anche altre mille cose, Garbine mica tanto: vedere un paio di volée per credere.

Petra Kvitova 5 – Era la campionessa in carica ma, dopo un paio di turni nei quali sembrava un treno in corsa, è deragliata improvvisamente contro Jelena Jankovic, ormai buona giocatrice ma poco più. Per essere l’alternativa a Serena serve tutt’altra continuità. Decisamente più attenta nelle risposte in conferenza stampa che non in campo, come potrete scoprire tra qualche riga.

Rafael Nadal 4 – Altro Wimbledon da dimenticare per Rafa, come ormai gli capita spesso. Va bene che Dustin Brown l’aveva già sconfitto sull’erba di Halle e che è uno dei pochi giocatori ‘puri’ da erba che frequentano il circuito, ma una volta a certi avversari Nadal avrebbe lasciato al massimo un set. Ormai la fiducia nel gioco e nel fisico è ai minimi termini. Quo vadis Rafa?

Lewis Hamilton 2 – “Buongiorno, dovrei entrare nel Royal Box. Ecco l’invito”. “No signore, non può entrare”. “Ma come?!? Ho l’invito”. “Mi spiace signore ma senza giacca e cravatta e con quella camicia a fiori non può entrare. Buona giornata”. Ecco, se cercate alla voce ‘rimbalzato‘ al Royal Box di Wimbledon per mancato rispetto del dress code trovate la foto di Lewis Hamilton, campione del mondo in carica di Formula Uno e orgoglio britannico. Ma Wimbledon è Wimbledon, mica Silverstone.

Martina Hingis 8 – A diciotto anni dall’ultimo trionfo in singolare e a ‘solo’ diciassette dall’ultimo in doppio, Martina Hingis è tornata ad alzare un trofeo a Wimbledon, anzi due: nel doppio femminile con l’indiana Sania Mirza e nel misto con l’altro indiano Leander Paes. Come s’è detto ormai fino alla noia, il doppio non è proprio la specialità più indicata per definire la qualità di un giocatore moderno, ma l’intelligenza e l’anticipo di Martina restano roba da palati fini anche in uno sport tanto muscolare da averla praticamente spinta al ritiro in singolare.

Giornalista disinformati 4 – Ok, sappiamo che il gossip non è il tennis e che, specie nei tornei del Grande Slam, è difficile riuscire a seguire tutti i risultati. Però, chiedere a Caroline Wozniacki se avesse ricevuto un messaggio da Rory McIlroy, golfista che l’ha mollata praticamente sull’altare, dopo la sconfitta con Garbine Muguruza non è stato certo il massimo. Se poi, come capita a Tomas Berdych, hai perso – male – negli ottavi e in conferenza stampa ti chiedono con un sorriso come ti senti in vista di quarti di finale, beh, direi che il “mi stai prendendo in giro?” proferito dal ceco è stata una risposta sin troppo gentile. Un’altra domanda please?

Sessualità femminile a Wimbledon 10 – Ecco, a proposito di domande ‘borderline’ dei giornalisti, un inviato ai Championships ha chiesto a Petra Kvitova come si si sentano a giocare le tenniste a Wimbledon tutte vestite di bianco quando hanno, ahem, le mestruazioni. “Beh, può essere problematico”, ha risposto la ceca. L’argomento, oggettivamente un tabù nel mondo del tennis, è stato poi ripreso da diversi siti e giornali in modo ampio e interessante, tanto che qualche ora dopo parecchia gente aveva scoperto che le giocatrici hanno qualche buon motivo in più per avere una giornata storta sul campo da tennis rispetto ai colleghi maschietti. Naturalezza batte tabù 6-0.